Ribera: dopo il colore arancione, come arginare la furia collezionista di vasi in ceramica?

tmp_1660-IMG_20160514_1747539581279111348Sfugge l’opportunità di addobbare il paese con tanti vasi in ceramica decorata, se poi manca in molti casi l’essenziale. Vero è che in alcuni quartieri, prima abbandonati a se stessi, si sta procedendo finalmente a rimuovere le erbacce e a svolgere i lavori di potatura degli alberi frondosi. Tuttavia alcuni parchi pubblici sono ancora carenti dell’essenziale, come il Parco degli Ulivi che, tranne la parte affidata alle cure di un privato, versa in uno stato di completo e totale abbandono.

tmp_1660-IMG_20160514_174854710-1781903897Per l’ingresso al Parco Paolino, all’interno del Parco degli Ulivi, esiste pure una tabella con gli orari di apertura, ma il cancello resta chiuso. Il Parco paolino, inaugurato nel 2009 alla presenza dell’attuale cardinale Francesco Montenegro, è invaso da erbacce e incuria come le foto che qui pubblichiamo documentano.

Monsignor Francesco Montenegro a Ribera, durante l'inaugurazione del Parco Paolino avvenuta nel 2009
Monsignor Francesco Montenegro a Ribera, durante l’inaugurazione del Parco Paolino avvenuta nel 2009

Acclamati da una fetta della popolazione i vasi collocati pure nello spartitraffico di via Imbornone, certamente decorativi, eppure tutt’intorno le radici del falso pepe hanno sollevato e distrutto i marciapiedi già da tempo. Cura della parte estetica della città coi vasi, mentre ai lati trascuratezza dei marciapiedi con rischio d’inciampare per pedoni e bimbi che escono dalla scuole.

Quel che balza agli occhi non è tanto il senso del decoro, tanto caro a questa amministrazione, quanto la furia collezionista di vasi, come prima lo era stato il colore dominante dell’arancione. Il Sindaco nella sua prima sindacatura aveva individuato nel colore arancione la tinta caratteristica della città, ritenendola degna di investimenti anche coi soldi pubblici: come dimenticare le tute, che dovevano essere arancioni, acquistate per gli alunni delle scuole medie inferiori e mai utilizzate dagli stessi per problemi di vestibilità?
vaso1Dopo l’arancione, ecco spuntare nella seconda sindacatura Pace il vaso in ceramica decorata. Di vasi è stata riempita la piazza principale, in alcune ore del giorno ci sono più vasi che persone. È stato un crescendo di vasi, prima una fila, poi un’altra, poi a ridosso della scalinata della chiesa madre, ciascuno con un’impalcatura in ferro battuto che, in casi di grande affollamento, può far temere qualche spiacevole inconveniente. Vero è che buona parte dei vasi sono stati acquistati dagli stessi componenti della giunta, che hanno utilizzato parte delle proprie indennità, tuttavia i vasi proliferano a dismisura: ovunque ci sia un vuoto nel paese, esso viene riempito da un vaso. I vasi spuntano come i funghi pure nella Sala dei Sindaci per le foto di rito, stavolta donati dalla giovani coppie in attesa di sposarsi. Il Sindaco, nella vesti di ufficiale di stato civile, fa la pubblicazione degli atti di matrimonio e i futuri sposi donano un vaso.
A questo punto penso che non si finirà mai di addobbare il paese coi vasi, perché infatti trascurare le località balneari? Se a Seccagrande abbiamo un lungomare tutto da abbellire coi vasi, forse che la piazza di Borgo Bonsignore sia da meno?

Davide Cufalo

Davide Cufalo

Direttore responsabile di SicaniaNews, scrive anche per il Giornale di Sicilia. Ha collaborato in passato con Momenti, Novantadue016, AgrigentoNotizie, Agrigentoweb e Palermo24h. Visita il suo Blog.

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